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Gallura, si ritorna a scuola senza restrizioni: il racconto dei genitori

Suona la campanella a Olbia e in Gallura.

Suona la prima campanella anche a Olbia e in Gallura, per molti istituti scolastici che hanno deciso di ripartire due giorni in anticipo. Un inizio dell’anno scolastico per la prima volta, dopo due anni, senza quelle restrizioni alle quale tutti si erano un po’ forzatamente abituati.

Via mascherine e distanziamento e torna la ricreazione fuori dalla classe. Questa è la novità che molti studenti oggi hanno potuto riassaporare: la libertà di sedere vicino ai propri compagni di scuola e di quella non indossare la mascherina durante le lezioni, tranne per chi è fragile e per il personale scolastico. L’anno 2022/2023 è quello della fine della Dad. Gli studenti con il tampone positivo resteranno a casa come quando accade con l’influenza. La quarantena per i positivi durerà cinque giorni gli asintomatici e al massimo due settimane per chi contrae i sintomi. Tornano anche le gite scolastiche, il momento più atteso per tutti gli studenti delle scuole.

Contenti o perplessi i genitori dei bambini che frequentano le scuole di Olbia. C’è chi tira un sospiro di sollievo perché non si farà più la Dad o perché i figli saranno liberi di poter vivere una vita normale, ma ci sono anche quelli che temono per la salute dei loro bambini. Come Claudia, madre di un bambino che frequenta la primaria di San Simplicio. “Diciamo che sono favorevole al 50% per quanto riguarda il ritorno di mio figlio in classe senza mascherina e restrizioni – racconta -. Lui era felicissimo, ma io mi chiedo quanto questo quanto durerà. Temo che possa ammalarsi, lo scorso anno non è successo, sarà forse anche un po’ merito della mascherina? Vedo per adesso mio figlio che è più tranquillo e va benissimo, speriamo che questa decisione sia per il bene dei bambini”.

Tuttavia, l’entusiasmo dei genitori dei piccoli studenti prevale. C’è tanta voglia di normalità e questo lo si legge negli occhi dei bambini. “Finalmente. Ci abbiamo tanto sperato e addirittura i miei figli, pochi giorni prima del ritorno a scuola, mi chiedevano se dovevano ancora portare la mascherina – dice Anna, mamma di una ragazza che frequenta la prima media dell’Ettore Pais e un bambino che frequenta la seconda elementare di via Vicenza -. Penso che il covid non è uno scherzo, ma non lo è nemmeno l’infanzia. I bambini sono stati la categoria più sacrificata e sono stati privati della socializzazione.Noi siamo sempre stati attenti, ci siamo tutti vaccinati perché siamo consapevoli che i rischi ci sono anche oggi. Ma è importante che i bambini tornino a vivere. In questi due anni si sono privati di molto. Facendo l’educatrice in un asilo mi sono resa conto come i bambini nati nel 2020 si rapportano con gli altri e mandano baci solo da lontano”.

Gli auguri dell’assessore della Regione.

“Auguro a tutti un buon anno scolastico, ricco di sapere e di emozioni – afferma l’assessore regionale della Pubblica Istruzione, Andrea Biancareddu, saluta la ripartenza per il nuovo anno scolastico -. Oggi, più che mai, c’è bisogno di conoscenza, di sapere, di voglia di apprendere, ma, soprattutto, di guardare più serenamente al domani e la scuola rappresenta uno dei luoghi in cui si possono allargare i propri orizzonti, recuperando inoltre in voglia e la capacità di tornare a stare insieme e di socializzare, sviluppando nuovamente un senso civico e critico che è venuto meno con le lezioni in Dad.”

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