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Francesca Pascale difende il ddl Zan: «Mi sbattezzo: sono contro la Chiesa che discrimina»

Francesca Pascale difende il ddl Zan: «Mi sbattezzo: sono contro la Chiesa che discrimina» Francesca Pascale difende il ddl Zan: «Mi sbattezzo: sono contro la Chiesa che discrimina»

L’ex compagna di Silvio Berlusconi, da tempo attivista dei diritti civili, ha affermato che il testo del ddl Zan dovrebbe essere approvato così com’è. Oltre mille emendamenti bloccano il disegno di legge: il percorso parlamentare rischia di essere rinviato a settembre

Francesca Pascale è pronta a sbattezzarsi. L’ex compagna di Silvio Berlusconi, da tempo attivista dei diritti civili, in un’intervista a Repubblica ha affermato che il testo del ddl Zan dovrebbe essere approvato così com’è, senza modifiche, e sostiene che tante delle persone che votano Forza Italia la pensino come lei. «Mi stupisce che Forza Italia non lasci libertà di voto sui diritti civili. Almeno la metà dell’elettorato forzista la pensa come me, come Elio Vito, Stefania Prestigiacomo, Renata Polverini e gli altri che alla Camera hanno già votato a favore e come Barbara Masini che al Senato si appresta a farlo.

Masini in aula ha fatto coming out. Però l’altra cosa che mi dispiace è che si pensi debbano votare pro Ddl Zan gli interessati, gli omosessuali. Questa è una legge che devono votare tutte le persone perbene».

Criticando il Vaticano, che aveva chiesto, con un intervento ufficiale, una modifica della proposta di legge, ha spiegato: «Io ho iniziato le pratiche per sbattezzarmi. Sono credente, vorrei fosse chiaro. Ma accanto alla Chiesa apostolica, c’è un’altra parte che si divide tra omofobia e silenzio sulla pedofilia. Non mi piace una Chiesa che discrimina». E ancora: «Lo sbattezzo è per me un atto nei confronti di quella Chiesa che dimentica il Vangelo e fa ingerenza politica. Il Vaticano dovrebbe fare una rivoluzione, se non vuole perdere fedeli».

Su questo tema, Pascale si è scontrata anche con l’ex compagno: «Berlusconi è arrabbiato con me per la posizione sul ddl Zan e perché vado ai Pride. Mi chiede: perché? Io gli rispondo: perché ci credo. Questa volta non sono d’accordo con lui e spero cambi idea».

Mille emendamenti

Intanto, oltre mille emendamenti bloccano il ddl Zan: 700 sono quelli presentati dalla Lega, 134 quelli di Fi, 127 di Fdi, 80 quelli dell’Udc. Il percorso parlamentare del disegno di legge rischia di essere rinviato a settembre. Secondo Alessandro Zan, deputato Pd e primo firmatario del ddl, queste richieste di modifica «sono il chiaro tentativo di affossare la legge. Altro che volontà di dialogo e mediazione. Salvini sui diritti conferma di avere la stessa linea di Orban», come ha scritto su Twitter.

Se Pd, M5s e LeU ribadiscono la volontà di approvare il testo così come è uscito dalla Camera a novembre, gli emendamenti di chi richiede modifiche si focalizzano soprattutto sugli articoli 1, 4 e 7: libertà di espressione, clausola salva idee e attività di prevenzione alla violenza omotransfobica nelle scuole.

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