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Festival “La Notte dei Poeti”

Il fascino della musica improvvisata nello scenario incantevole di Nora, sulla costa sud-occidentale della Sardegna per l’atteso concerto del Franco D’Andrea e Dave Douglas Quartet in programma DOMANI (sabato 17 luglio) alle 20 – unica data nell’Isola – sotto le insegne della XXXIX edizione del Festival “La Notte dei Poeti” organizzato dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna. Sul palcoscenico in riva al mare, nel fulgore del tramonto, il grande pianista Franco D’Andrea, uno dei maestri del jazz italiano (e non solo), raffinato interprete, brillante sperimentatore e didatta (da poco giunto oltre la soglia degli ottant’anni) e il trombettista americano Dave Douglas – insieme con due giovani ma già apprezzati talenti, come la contrabbassista Federica Michisanti e il batterista Dan Weiss – incroceranno melodie e ritmi, in una performance avvincente, tra invenzione e rigore, brani originali e un duplice omaggio a Duke Ellington e Thelonious Monk.

L’idea nasce dall’incontro tra Franco D’Andrea e Dave Douglas, artisti apparentemente distanti per provenienza geografica e età anagrafica, ma uniti dalla comune passione per il jazz nelle sue diverse declinazioni, entrambi dotati di una vena sperimentale che si sposa alla profonda conoscenza della storia della musica improvvisata, innovatori con salde radici in una tradizione che hanno contribuito a divulgare (e perfino a creare) nell’arco dei decenni. Le affinità artistiche si sommano ad una antica amicizia, e nasce così il progetto del Franco D’Andrea e Dave Douglas Quartet, un ensemble in cui domina dimensione melodica, ma anche qualità più segnatamente ritmica del pianoforte insieme agli arabeschi sonori della tromba, con una ricca tavolozza timbrica che spazia dalle note più alte agli accenti più gravi, con la composizione e (ri)proposizione di temi originali e di standards che sul palco danno vita a inedite interpretazioni e variazioni, tra passione e libertà d’invenzione.

«Con Dave – racconta Franco D’Andrea – ci siamo conosciuti nel 2010, quando era venuto a suonare a Merano con una formazione composta da diversi ottoni. Fu un incontro eccezionale. Da lì nacque l’idea di collaborare insieme, sia nel mio quartetto che con Han Bennink con cui abbiamo registrato anche un disco dal vivo insieme nel 2014. Poi le nostre strade si sono un po’ separate ma non la nostra amicizia. Mi chiamò qualche anno dopo per dirmi di avermi dedicato due brani, “D’Andrea” e “Francis od Anthony”, del suo ultimo album “Devotion” e per parlarmi della volontà di formare un nuovo gruppo insieme. Questo ritorno insieme, io lo vivo anche con un festeggiamento della nostra amicizia».

Il quartetto si fonda su un’intuizione di Dave Douglas, che ha immaginato una formazione con la batteria di Dan Weiss e il contrabbasso di Federica Michisanti (già premio Top Jazz come Miglior Nuovo Talento), conosciuta durante l’ultima direzione artistica al Festival Jazz di Bergamo. Tra le peculiarità dell’ensemble, con un repertorio che spazia tra brani di Franco D’Andrea e Dave Douglas, un’architettura musicale fondata sul sistema di aree intervallari ideato da Franco D’Andrea, nelle composizioni e nelle improvvisazioni.

«Franco ha un tocco unico. Sentirlo al pianoforte – dichiara Dave Douglas – mi fa venire voglia di suonare. Il quartetto con Franco nasce da un’idea che ho avuto alcuni anni fa. Avevamo già diverse date la scorsa estate ma tutto è stato rimandato per i motivi che conosciamo. Sono da sempre affascinato dal sistema di aree intervallari utilizzato da Franco. Ci ho studiato per conto mio e ho scoperto la possibilità di creare un linguaggio unico nella musica che ora svilupperemo insieme in questa nuova musica. Ho scritto un certo numero di pezzi usando il sistema di Franco. Poi ho proposto questo sistema alla contrabbassista Federica Michisanti e al batterista Dan Weiss di Brooklyn che si è unito a noi.

Negli ultimi mesi, siamo stati in grado di provare a distanza e creare registrazioni di questi pezzi. Tutta la mia nuova musica si basa sul metodo di Franco. Sono grato a lui per aver accettato di suonarli! Suoneremo anche la musica di Franco, dialogando musicalmente con questo nuovo sistema. Non vedo l’ora di tornare in Italia dopo tanto tempo!».

Nello scenario di Nora – e in tournée (dopo il debutto sabato 10 luglio a Braga in Portogallo, poi l’11 Pescara, il 13 Pisa, dal 14 al 16 a Merano (BZ) per due masterclass con concerto – il concerto di DOMANI (sabato 17 luglio) alle 20 per “La notte dei Poeti”, poi il 18 a Roma e, infine, il 21 a San Sebastian in Spagna, dove Franco D’Andrea suonerà anche in piano solo) il quartetto potrà cimentarsi davanti al pubblico, alla ricerca di inediti e intriganti percorsi musicali e nuove alchimie.

IN SCENA

Spazio alla danza STASERA venerdì 16 luglio dalle 19 a Nora per il XXXIX Festival “La Notte dei Poeti” firmato CeDAC Sardegna con “Kurup” di e con Nicolas Grimaldi Capitello in scena con Sibilla Celesia e “Elegìa delle cose perdute” di Stefano Mazzotta (Zerogrammi) che abiteranno le rovine dell’antica “città sommersa”.

Il Festival prosegue a Nora (Pula) fino al 30 luglio fra spettacoli, recitals, performances e concerti.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Valentina Cervi interpreta – giovedì 22 luglio alle 20 – “La strada che va in città” di Natalia Ginzburg per la regia di Iaia Forte: un singolare romanzo di formazione su una ragazza che sceglie di fare un matrimonio d’interesse, per poi accorgersi che il vero amore è altrove. Una mise en scène impreziosita dalle opere di Giovanni Frangi per il libro d’esordio di una delle scrittrici italiane più amate, una storia di «passioni senza via d’uscita, vite alla deriva, anime alla ricerca di un approdo sicuro dove lenire le proprie delusioni». Una riflessione sulla solitudine, tra l’affiorare dei ricordi e il mistero inafferrabile di ciò che ci accade intorno, o che sarebbe potuto accadere, con la consapevolezza delle infinite possibilità dell’esistenza e dell’inesorabile scorrere del tempo.

Uno strano rituale imprigiona due personaggi dall’identità sconosciuta in “Study about repetition and efforts” (Vincitore Danza Urbana XL 2021) – venerdì 23 luglio alle 19: la coreografia creata e interpretata da Ares D’Angelo e Martina Martinez Barjacoba esplora il contrasto tra la ripetizione meccanica di gesti e comportamenti e il desiderio di (ri)cominciare a provare nuove sensazioni. Un sottile legame sembra unire i protagonisti, imprigionati in una struttura e costretti a seguire le regole del gioco, ma decisi o comunque intenzionati a infrangere quei limiti, per poter diventare testimoni e artefici del proprio destino. Nel loro agire si influenzano reciprocamente, ogni scelta, ogni gesto comporta una responsabilità ma risponde anche a una necessità interiore inderogabile.

Tra mito e contemporaneità – a seguire sempre venerdì 23 luglio alle 19.30 circa – con “Voci / Ogni isola ha il suo labirinto” di e con Rossella Dassu, secondo Studio sulla figura di Arianna e il Labirinto (produzione Associazione Culturale Ca’ Rossa). La pièce rappresenta “un esperimento” per una moderna rilettura della vicenda della principessa cretese, figlia di Minosse e Pasifae e del suo incontro con l’ateniese Teseo, poi l’uccisione del Minotauro, la fuga e l’abbandono in Nasso. Sottolinea l’artista: «ho voluto dare un’altra voce a quest’eroina con cui mi confondo, in un gioco mito-biografico fatto di specchi che da isola rimandano ad isola, ma dove il labirinto resta sempre uguale e solo entrandoci ci si può riappropriare di un destino fabbricato con le proprie mani».

Un amore impossibile e “scandaloso” – sabato 24 luglio alle 20 – con “Lolita / Reading & Music”, dal romanzo di Vladimir Nabokov, con la voce narrante di Paolo Calabresi sulla colonna sonora scritta e interpretata dalla cantautrice Violetta Zironi. Una vicenda emblematica, con precisi riscontri nelle cronache dell’epoca (e in quelle attuali), sul fascino pericoloso e irresistibile di un’adolescente, la cui acerba bellezza risveglia nostalgici ricordi in Humbert Humbert. La tragedia di un uomo maturo, ammaliato da una ragazzina, maliziosa e inconsapevole “seduttrice” – trasportata sul grande schermo da Stanley Kubrick – riemerge nelle parole dello scrittore, come «diario di una redenzione impossibile, tra automobili, tristi motel, dolciumi e canzonette» in una fuga senza speranza.

La caduta di Troia” narrata nel Libro II dell’Eneide di Virgilio rivive – giovedì 29 luglio alle 20 – tra le rovine di Nora nell’interpretazione di Massimo Popolizio, sulle note di Barbara Eramo (voce e percussioni) e Stefano Saletti (oud, bouzouki, bodhran, voce), anche autore delle musiche con l’artista iraniano Pejman Tadayon (kemence, ney, daf), per la drammatica e coinvolgente cronaca della conquista e distruzione di una città. L’inganno del cavallo di legno, con cui i greci riescono ad espugnare la mitica capitale dell’Asia Minore dopo dieci anni di inutile assedio, la brutalità della guerra e il feroce massacro degli abitanti inermi, colti nel sonno, culmina nella fuga per mare di Enea con il padre Anchise e il figlioletto Ascanio. Tra i riflessi delle fiamme e le grida della strage, l’eroe nato da Venere si imbarca verso l’ignoto, con l’amarezza dell’esule, pur tra presagi di gloria.

Finale in musica – venerdì 30 luglio alle 20 – con “Diavoli Storti”, il nuovo progetto del cantautore Marcello Murru: un’antologia di canzoni, sulle tracce dell’omonimo album (distribuito da Rea/ Edizioni Musicali). Quasi un autoritratto fra parole e note, in cui l’artista ogliastrino, romano d’adozione, evoca atmosfere metropolitane e paesaggi dell’anima, storie di amori finiti e sogni perduti e in cui risuona il ricordo della lingua sarda, simbolo di un tempo lontano, passato o futuro, nell’Isola dove “danzamos liberos”. Fin dal refrain del brano che dà il titolo al disco e da cui è tratto il videoclip con la regia di Francesca Comencini («Piove sui vivi, piove sui morti / Piove su tutti i diavoli storti»), il cielo riflette i pensieri, e la memoria, il desiderio, il rimpianto si trasformano in poesia.

Viaggio alla scoperta del mito tra arte e creatività per i “piccoli poeti” sotto la guida dello scenografo, costumista e regista Marco Nateri con LABirinti – un laboratorio ispirato al leggendario palazzo disegnato dal grande architetto Dedalo come casa del Minotauro. Un’occasione per imparare divertendosi e provare a rileggere i racconti degli antichi con sensibilità contemporanea, per rimetterli “in scena” in forme inedite e originali, attraverso le maschere progettate e realizzate da bambine e bambini e la riscoperta dello spazio e del movimento sotto la guida del coreografo Luca Massidda. LABirinti trae spunto dalle riflessioni dell’economista Jacques Attali, autore del “Trattato del labirinto” sul ritorno trionfale di questa simbolica forma dello “smarrimento” e dell’ “autocoscienza” dell’umanità. «Il mistero del dedalo freme nell’intuizione del poeta: il vero labirinto è senza schemi, senza muraglie. Si chiama universo» – rammenta Marco Nateri.

Il XXXIX Festival “La Notte dei Poeti” è organizzato dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio e Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, e del Comune di Pula – con il contributo della Fondazione di Sardegna e il prezioso apporto di Sardinia Ferries, che ospita artisti e compagnie sulle sue navi.

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