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Ex Caldersarda, l’Assl: «Nessun rischio amianto»

ORISTANO. Via i sospetti. Al cantiere dell’ex Caldersarda all’ingresso meridionale della città, i lavori in corso sono all’insegna della regolarità. Lo conferma l’avvocatessa Stefania Sanna, in rappresentanza della ditta L.A.I. di Sinnai che si è occupata dello smaltimento dell’amianto presente nella struttura, che cita a proprio sostegno il verbale redatto dagli ispettori dell’Assl a seguito del sopralluogo del 21 maggio scorso e spiega le modalità di svolgimento dei lavori cancellando tutti i dubbi avanzati da numerosi residenti del rione.

Da allora i capannoni dell’ex Caldersarda ormai sono solo un ricordo: sono stati demoliti nel giro di pochi giorni. Al loro posto nascerà un nuovo supermercato, di quelli che in termini burocratici sono definiti come medie strutture di vendita, le più grandi che è possibile costruire in una città come Oristano, dove non c’è più spazio per le grandi strutture e i centri commerciali.

Le prime giornate dei lavori, cominciati il 20 maggio, erano state dedicate proprio alla demolizione dei capannoni e delle strutture della vecchia fabbrica di vasconi e cisterne in cemento, ormai ridotta a un rudere. Alcune di queste strutture erano dotate di coperture in amianto e questo fatto, considerando anche il forte vento di quei giorni, aveva preoccupato particolarmente i residenti che si erano immediatamente attivati con segnalazioni al servizio prevenzione e sicurezza sul lavoro dell’Assl. Preoccupazione comprensibile, in una città come Oristano che ha vissuto sulla propria pelle l’incubo dell’amianto, ma che adesso viene cancellata dall’esito delle ispezioni.

«I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte – si legge nel verbale redatto dagli ispettori dell’Assl – e, secondo quanto indicato nel piano di lavoro, era stata già effettuata la bonifica della falda di 150 metri quadri ed era in corso lo smontaggio della superficie di 280 metri quadri. Le lastre smontate erano accatastate nel cortile interno dell’edificio, debitamente incellofanate ed era presente l’apposita cartellonistica, affissa nel cancello d’ingresso».

I dettagli dell’intervento sulla falda del tetto del capannone li spiega meglio l’avvocatessa Stefania Sanna: «Le lastre di amianto avevano assunto un colore rosso, infatti, prima di essere rimosse, vengono completamente ricoperte di una sostanza che impedisce, in caso di spaccatura, che le fibre in esse contenute si diffondano nell’aria». Termina così la storia decennale dell’ex Caldersarda, che oltre a raccontare il tramontato sogno industriale di Oristano si è spesso incrociata con i canali della giustizia. Nel 2010 rifiuti in calcestruzzo provenienti da quella struttura erano stati trovati dagli agenti della Forestale in una discarica abusiva nelle campagne di Simaxis, mentre c’era stato un tentativo di corruzione per una pratica edilizia per la lottizzazione dell’area. Stavolta tutto è regolare e terminano così anche le preoccupazioni dei residenti.

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