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Donne d'impresa: Patrizia Bacci, una vita piena di jeans

Donne d’impresa: Patrizia Bacci, una vita piena di jeans con Sevenbell Group e il marchio jeans Roy Roger’s.

di Orietta Malvisi Moretti

Pubblicato il 18 Settembre 2022 – 20:56
Donne d'impresa: Patrizia Bacci, una vita piena di jeans con Sevenbell Group e il marchio jeans Roy Roger’s.

Donne d’impresa: Patrizia Bacci, una vita piena di jeans con Sevenbell Group e il marchio jeans Roy Roger’s.

Donne d’impresa: Patrizia Bacci, una vita piena di jeans con Sevenbell Group e il marchio jeans Roy Roger’s.

Una storia di jeans che in Italia comincia 70 anni fa quella che oggi è ancora la storia di Patrizia Bacci. Fiorentina, figlia d’arte che ha saputo e che sa tenere le redini di un gruppo storico. Prima insieme al marito Fulvio, prematuramente scomparso, e ora con i figli Niccolò e Guido. Patrizia Biondi, ormai nota come “la signora dei jeans”. Il Gruppo Sevenbell è già inserito anche nei più prestigiosi  “case history” della Bocconi di Milano e il MISE ha dichiarato il brand Roy Roger’s come “marchio Storico Italiano“.  

Aveva 20 anni quando è entrata in azienda, Patrizia Bacci, anche se fin da bambina in casa si parlava quasi sempre e solo esclusivamente di lavoro. Il suo talento, quindi, è cresciuto insieme alla sua esperienza in azienda, che ha rappresentato per lei una seconda casa.

Sta accadendo lo stesso anche per i suoi figli, travasati in azienda, come fosse la cosa più naturale del mondo. Riservata per carattere ed educazione familiare non si sa molto della sua vita privata e dei suoi hobby ma non si è mai sottratta  alla partecipazione ad eventi benefici a favore dei più sfortunati.

Il Sogno Americano, parla “fiorentino”, soprattutto  grazie al padre, Francesco Bacci, fondatore dell’azienda, vero pioniere nel mondo del jeans italiano, creatore del primo blue jeans italiano. Un percorso continuato poi, con il marito Fulvio Biondi, che ha saputo dare la svolta all’azienda, capendo le nuove esigenze del mercato e valorizzando il prodotto al massimo.

Ora è lei che continua con grande successo, in Italia e nel mondo, a tenere il timone dell’impresa di famiglia. “Governare” un’azienda insieme ai figli, per di più maschi, non è stato un problema per lei. Ha saputo valorizzare i “talenti” di casa, senza mai sentirsi prevaricata o sminuita, perché ha lasciato, generosamente, ognuno libero di esprimere al massimo il proprio potenziale.

Dal 1952 quando il padre di Patrizia creò e registrò il marchio, con le esclusive zip sulle tasche posteriori del jeans e l’etichetta nera a forma di triangolo. Ad oggi, con la creazione del “Six Pocket Jeans,” cioè il jeans con apposita tasca per il cellulare. Una storia di innovazione e ricerca sul prodotto, che continua di generazione in  generazione. Sarà questo il segreto del successo di un’impresa di famiglia che, nonostante la difficoltà dei tempi è diventato un impero? 

Dal tessuto inizialmente rigido e pesante delle divise dei soldati americani, oggi il jeans è diventato molto più morbido, duttile e adatto a tutte le richieste di grandi e piccini. Ma il tessuto continua ad essere made in U.S.A.? Dunque un made in Italy con fornitore americano?

Per Roy Roger’s senz’altro sì! Mio padre si innamorò perdutamente proprio di questo straordinario tessuto americano che aveva visto durante la Liberazione della II Guerra Mondiale, indossato dai soldati americani e nei primi film, targati USA, dove i protagonisti vestivano questi nuovi capi, così innovativi e soprattutto resistenti! (non dimentichiamo che erano principalmente pantaloni da lavoro) … Partì, quindi, alla volta di New York, senza sapere una parola di inglese! e convinse i signori della Cone Mills Corporation, fornitore ufficiale di denim per Levis, Wrangler e Lee a inviare nel suo laboratorio di Campi Bisenzio, alle porte di Firenze, alcune pezze di denim … e da allora non ci siamo più fermati!  Siamo stati il loro primo cliente italiano e la nostra partnership continua tutt’ora anche se logicamente i nostri fornitori di denim, nel tempo si sono ampliati, acquistando  infatti denim anche dal Giappone e dall’Europa…

In casa sua avete sempre masticato pane e jeans. C’è qualche altro settore che le sarebbe piaciuto poter inserire nell’ambito della sua attività? 

Sinceramente non mi sono mai posta questa domanda … per me è stato così naturale prendere questa strada, sono realmente nata e cresciuta in un contesto di grande condivisione tra famiglia e lavoro dove tutti erano molto concentrati sulla riuscita e sull’evoluzione di questa attività, troppo coinvolgente e affascinante (con un incessante impegno  fisico e mentale!) Di base, sono stata molto assorbita dal mio lavoro e dalla mia famiglia e, anche se ho dato spazio a tante mie passioni, non hanno avuto modo di interferire troppo con la mia attività principale …

Poi addirittura “regina” mi sembra un po’ esagerato …

Due figli maschi, cioè due galli nello stesso pollaio. È stato facile per lei essere un arbitro imparziale?

Devo dire che, fortunatamente, anche i miei figli hanno un amore e un attaccamento al nostro lavoro veramente unico, anche loro hanno mangiato pane e jeans e, a quanto pare, sono ingredienti che in casa nostra piacciono molto! Scherzi a parte, soprattutto dopo la scomparsa prematura del loro padre e in tempi non proprio facili, hanno saputo portare avanti con grande determinazione e decisione nuove strategie e importanti progetti che, in caso contrario, avrebbero rallentato o addirittura messo in difficoltà l’iter della nostra attività. Sappiamo tutti quanto sia importante, soprattutto nel mondo della moda, essere tempestivi e decisi nel fare nuovi cambiamenti.

I miei figli inoltre si sono suddivisi, in maniera naturale, due settori completamente diversi: Niccolò, il maggiore, è Amministratore Unico di Manifatture 7 Bell spa, segue la parte commerciale e amministrativa del Gruppo, mentre Guido è direttore creativo e supervisiona tutte le nostre linee stilistiche. Uno, quindi, molto concreto e l’altro, creativo. E a me non resta che … supervisionare il tutto!! Siamo molto orgogliosi inoltre di aver festeggiato quest’anno il 70esimo del nostro Brand in maniera importante in Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento: è un ringraziamento speciale per i nostri due grandi uomini, mio padre e mio marito che hanno costruito il passato con tanta passione ed è anche un messaggio di ottimismo verso il futuro, verso le nuove generazioni ….   mio marito aveva “coniato” la frase: “Non c’è futuro se non hai una vera storia“.

Jeans a zampa, stretti, con la vita alta, bassa, denim. Ma vi è mai venuto in mente di poter fare un bell’abito da sera importante o da cerimonia, anche quello fatto con la stoffa di jeans?

Avendo più di 900 clienti wholesales e diversi nostri negozi monomarca, le nostre collezioni sono Total Look dove, oltre al denim, presentiamo praticamente tutto (maglieria, costumi da bagno, capispalla, accessori etc.). Naturalmente il denim è il nostro core business e lo abbiamo presentato in mille maniere, sia sportive ed anche eleganti: il completo Smoking in Blue Jeans scurissimo è senz’altro un capo molto chic ed elegante e ormai fa parte del nostro basico!  Oppure presentiamo il denim arricchito con preziosi ricami e strass …

Il futuro della vostra azienda è cambiato con le ultime tragiche vicende della guerra?  

Le guerre sono sempre una catastrofe e portano dolore, sofferenza e tanta miseria nei popoli … mi auguro che questa situazione possa trovare una soluzione, per porre fine ad un periodo di grande incertezza che ha gravi ripercussioni sulla vita di tutti noi … i corridoi umanitari fanno la loro parte e sono determinanti per queste persone che si sono ritrovate in questa tragica situazione ma è necessario da parte di chi governa questi popoli di poter trovare una fine, un compromesso definitivo a questo scenario drammatico che colpisce popolazioni innocenti.

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