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Divina Provvidenza, cresce l’allarme

SASSARI. All’indomani della decisione della Regione di commissariare la Fondazione “Casa Divina Provvidenza” e scioglierne il consiglio d’amministrazione, Cgil, Cisl e Uil della Funzione Pubblica hanno chiesto un incontro urgente al presidente Christian Solinas, all’assessora al Lavoro, Alessandra Zedda, e al commissario nominato per tre mesi, Giuseppe Ortu.

Le segreterie territoriali vogliono infatti conoscere quali siano gli indirizzi previsti per rimettere in ordine i conti della casa di riposo per anziani, anche alla luce del fatto che il cda ormai non più in carica, pochi giorni fa aveva annunciato di voler avviare la procedura di licenziamento collettivo, indicando in 25 unità, su 47 dipendenti di cui tre a tempo determinato, gli esuberi necessari per risalire la china di una situazione economica disastrosa.

Nella delibera con la quale la Regione ha avviato il commissariamento, si fa cenno ai debiti della onlus e anche alla necessità di valutare se la consistenza patrimoniale dell’istituto di piazza Sant’Agostino possa coprirli. L’interrogativo è se la Regione possa stanziare propri fondi per finanziare il risanamento, ma anche per mantenere i livelli occupazionali.

I sindacati confederali, perciò, vogliono attingere direttamente alla fonte, con la richiesta di incontro urgente: 47 posti di lavoro, in un momento di crisi acutizzato dalla pandemia, rappresentano un numero consistente. E la città non ha certo bisogno di nuovi disoccupati.

Il commissariamento della Fondazione è stato accolto positivamente dalla Csa, il sindacato autonomo che in questi ultimi anni ha condotto una dura vertenza legale a fianco dei suoi iscritti, in cause di lavoro e rcupero di crediti arretrati. Con decreti ingiuntivi e pignoramenti dei conti della onlus e dei contributi che riceveva per la sua attività di assistenza convenzionata con il sistema sanitario regionale. E infine con il pignoramento delle rette degli ospiti che ha svuotato la cassa dell’ente, e istanze di fallimento. «Chiedevamo il commissariamento dal 2018 – dice il segretario della Csa, Giovanni, Piras – e siamo quindi soddisfatti della decisione presa. Auguriamo buon lavoro al commissario: che possa rilanciare il ruolo della Casa “Divina Provvidenza” (anche se tre mesi di incarico ritengo non possano essere sufficienti per risanare la situazione finanziaria, e al tempo stesso possa considerare il mantenimento dell’occupazione». Quanto alle recenti istanze di fallimento depositate in tribunale, Piras afferma che «possiamo bloccare la procedura in qualsiasi momento se le decisioni del commissario andranno nella direzione di salvare l’attività dell’istituto e mantenere i posti di lavoro».

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