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Deledda in cammino per mettere insieme la Barbagia e Malta

NUORO. Da Nuoro a Malta, in cammino con Grazia Deledda. Prenderà il via domani il progetto internazionale “Deledda in cammino”, in collegamento con il Dipartimento di studi giovanili e comunitari della facoltà di Benessere sociale dell’Università di Malta – Department of youth and community studies, faculty for Social wellbeing, University of Malta. La Compagnia teatrale García Lorca, capofila del progetto, darà così avvio al percorso a tappe del cammino deleddiano che proseguirà nel corso dell’anno con altri incontri, sia dal vivo sia in streaming, grazie al contributo di Fondazione di Sardegna e al supporto tecnico di Mousikè.

Il progetto costituisce un omaggio al Premio Nobel per la Letteratura Grazia Deledda nel 150° anno dalla nascita e intende divulgare l’opera della scrittrice sarda a livello locale e internazionale, offrendo al pubblico l’adattamento teatrale dell’omonimo romanzo “La via del male”, realizzato in forma di monologo da Patrizia Viglino e accompagnato al pianoforte da Antonella Chironi.

Il progetto, per la direzione artistica della stessa Viglino, potrà essere seguito sul sito compagniateatralegarcialorca.it, con gli aggiornamenti delle prossime tappe che si svolgeranno anche dal vivo a partire da questa estate, «intanto che proseguiranno gli scambi culturali con l’estero e con realtà distante geograficamente, rese vicine – sottolinea Viglino – dalle nuove tecnologie e dal comune interesse nel celebrare il Premio Nobel Grazia Deledda, oltre che dall’intenzione di gettare ponti culturali che aprano la via a una vicendevole promozione artistica e turistica». “La via del male”, pubblicato per la prima volta nel 1896, ridato alle stampe nel corso degli anni e sottoposto a revisioni, rappresenta uno specchio del genio deleddiano in quanto alla capacità di descrivere i sentimenti umani inseriti entro una struttura simile a quella della tragedia greca dove il destino gioca con le scelte individuali e pone i personaggi davanti al problema della scelta e delle ineluttabili conseguenze. L’opera è anche un’occasione per raccontare la Sardegna agropastorale con le sue gerarchie e il suo senso della vita, la condizione libera della donna, nonostante le convenzioni sociali, la dignità del lavoro anche per chi nasceva povero.

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