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Covid, 5 regioni a rischio alto: + 8% di decessi in una settimana ma casi in discesa – Il Fatto Quotidiano

La morsa del Covid continua. Sono aumentate da 3 a 5 nell’ultima settimana le regioni classificate a rischio alto per molteplici allerta di resilienza. Sono Emilia-Romagna, Puglia, Abruzzo, Liguria e Marche. Le regioni classificate a rischio moderato sono 10 e 6 sono quelle a rischio basso come indica la tabella relativa agli indicatori decisionali del monitoraggio settimanale di Istituto Superiore di Sanità (Iss) e ministero della Salute sull’andamento dell’epidemia di Covid-19.

I nuovi casi sono ancora in discesa in una settimana con -2,8% (rispetto al calo dello 0,7% della settimana scorsa) mentre i decessi fanno registrare +8% (era +9,5%). Nella settimana 2-8 dicembre, rileva il ministero della Salute, si registrano 221.154 nuovi casi positivi contro i 227.440 della settimana precedente e 686 (635 dato precedente); 1.256.722 tamponi con una variazione di -5,2% rispetto alla settimana precedente (1.324.969); tasso di positività di 17,6% con una variazione di 0,4% rispetto alla settimana precedente (17,2%). Secondo i dati pubblicati dal ministero della Salute, da inizio pandemia all’8 dicembre 2022 il totale dei casi di Covid-19 è pari a 24.709.404, i deceduti hanno raggiunto la cifra di 182.419 ed i dimessi/guariti sono in totale 24.003.910. Gli attuali positivi sono 523.075 (3.070 in più).

A livello globale, tendenza alla riduzione dei decessi (in Italia però il valore più alto della regione europea) e Omicron 5 che continua ad essere dominante mentre avanza la sottovariante Cerberus (BQ.1), dal 27,6% al 36,2%. Da qui l’invito alla cautela da parte dell’Oms perché, sottolinea l’Organizzazione mondiale della Sanità, i casi rilevati sono inferiori a quelli reali. Cambio di passo poi degli esperti sulle cure rispetto alle varianti. Dubbi arrivano dall’agenzia europea del farmaco (Ema) secondo la quale i monoclonali sono scarsamente efficaci su Omicron e non neutralizzano BQ.1 e BQ.1.1 che dovrebbero diventare dominanti nelle prossime settimane. Funzionerebbero invece ancora gli antivirali, secondo uno studio dell’Università di Tokyo, pubblicato sul New England Journal of Medicine.

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