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Corsa per San Salvatore gli “scalzi” ora ci credono

CABRAS. Tutta Cabras spera che dopo lo stop forzato del 2020, la Processione della corsa di San Salvatore possa tenersi regolarmente il primo fine settimana di settembre. Rispetto all’ottimismo di qualche settimana fa, tuttavia, l’atteggiamento prevalente è quello della prudenza. Un po’ perché bisognerà capire quale sarà la situazione legata alla pandemia, con i dati dei contagi Covid che hanno ripreso a salire, sia perché si attende di conoscere quali saranno le disposizioni restrittive previste nell’imminente decreto governativo. «Rispetto allo svolgimento normale della corsa in questo momento non sappiamo che dire – spiega il sindaco Andrea Abis – dobbiamo attendere l’evoluzione della pandemia e delle norme. Per prendere una decisione non ci si può spostare da un lasso di tempo ravvicinato, proprio perché c’è tutto un insieme di regole in continuo mutamento. Dire oggi se si potrà o non si potrà fare la Corsa degli scalzi è impossibile». Le criticità, purtroppo, non mancano. «In linea generale abbiamo un discorso di contagi che sta crescendo in tutti i Comuni e le città – osserva il sindaco – e Cabras non fa eccezione. Siamo in attesa di capire cosa succederà nella gestione della pandemia, quale sarà l’incidenza a livello delle strutture sanitarie e se questo sarà il parametro attorno al quale il governo disporrà le nuove regole». Inciderà molto, naturalmente, la circolazione del virus: «Faccio un appello agli indecisi, alla comunità, ai devoti di San Salvatore, perché si vaccinino – dice il sindaco – è provato scientificamente che la doppia vaccinazione copre da qualunque evento nefasto, in particolare ospedaliero. È importante, a tutela della salute di tutti, completare la vaccinazione sia per chi voglia correre, sia per chi ci tiene e desidera che la manifestazione si svolga secondo la tradizione, perché oltre alle regole generali ci sono quelle particolari. Certe cose possono essere consentite in generale ma poi non si possono fare se c’è un numero alto di contagi». A livello organizzativo, l’aspetto più critico appare quello della folla che assiste alla corsa: «Se per il gruppo dei corridori potrebbero essere messe in piedi norme di autoregolamentazione, come correre se vaccinati o con tampone negativo resterebbe il problema della gestione del pubblico, per il quale bisognerà aspettare l’evoluzione della pandemia e delle regole». Solo fra qualche settimana si avrà un quadro più preciso: «Credo che una decisione ci sarà entro Ferragosto e sarà condivisa, nella massima chiarezza e trasparenza».

Paolo Camedda

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