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Cina, l’opera d’arte controversa che classifica le donne «dalla più bella alla più brutta»

Cina, l'opera d'arte controversa che classifica le donne «dalla più bella alla più brutta» Cina, l'opera d'arte controversa che classifica le donne «dalla più bella alla più brutta»

Un artista cinese, Song Ta, aveva filmato di nascosto le donne e aveva montato le immagini in un video di otto ore

Per quasi dieci anni, nessuno ha trovato nulla da ridire sull’«opera d’arte» di Song Ta. L’artista cinese aveva filmato, di nascosto, le studentesse universitarie, poi le aveva classificate, in base al suo giudizio, dalla più bella alla meno attraente, e aveva montato le immagini in un video di otto ore. Il filmato, intitolato in inglese «Uglier and uglier» e realizzato nel 2012, è stato esposto in diversi musei: all’Ullens Center for Contemporary Art di Pechino, dove non aveva suscitato particolare attenzione, ma anche al New Museum Triennial di New York nel 2018. Song Ta è stato anche definito «il primo artista/curatore concettuale trasformato in stilista di moda», e il suo marchio è apparso durante la Settimana della moda di New York del 2019.

Ma solo di recente, mentre era esposta in una galleria di Shangai chiamata Ocat, la creazione ha cominciato ad indignare i fruitori di arte. Venerdì l’Ocat ha pubblicato le sue scuse sulla piattaforma di social media Weibo, spiegando di avere ritirato il lavoro di Song Ta dalla mostra, intitolata «The Circular Impact: Video Art 21» e curata da Dai Zhuoqun. La galleria ha annunciato la chiusura totale temporanea, senza specificare la durata. Nella dichiarazione, i proprietari hanno ammesso di voler «riflettere» sui loro errori.

«Dopo aver ricevuto critiche da tutti, abbiamo subito riesaminato il contenuto dell’opera e la spiegazione dell’artista. Abbiamo scoperto che il concetto dell’opera e il suo titolo inglese erano irrispettosi e offensivi verso le le donne», scrivono i proprietari della galleria. «E il modo in cui il lavoro è stato filmato è stato tacciato di violazione della privacy».

Come riferisce il New York Times, in un’intervista del 2019 con l’edizione in lingua cinese di Vice, Song Ta aveva descritto il processo di creazione di «Uglier and Uglier»: aveva spiegato di avere assunto tre assistenti per aiutarlo nell’arduo compito di ordinare in diverse cartelle le immagini delle donne, dalla «più bella» alla più «imperdonabilmente» brutta. Il filmato finale non includeva le due donne che Song Ta riteneva le più belle: aveva conservato quelle immagini per se stesso, «per godersele». All’accusa di trattare come oggetti le donne, ha risposto dicendo che ciascuno oggettivava tutti gli altri, indipendentemente dal genere. Ha anche detto che si considerava un femminista, pur ammettendo di non comprendere appieno i «problemi delle donne».

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