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Chilometri di tubi scollegati e fogne ko, a Quartu emergenza allagamenti: “Sette nuove pompe per evitare guai” – Casteddu On line

La sorpresa non è stata gigantesca, ma il primissimo e parziale report legato alle verifiche sotterranee fatte con il georadar ha dato la possibilità al Comune di Quartu, dopo decenni, di appurare che sottoterra c’è un valzer, pericoloso, di condotte e tubi scollegati o semidistrutti, fognature spaccate e reti delle acque bianche e nere che meritano un restyling, forse, totale. La zona di Santo Stefano, ma anche il viale Marconi, via della Musica e tutta l’area attorno al rio Is Cungiaus finiscono sott’acqua con un semplice temporale? Ecco scovato il motivo: a pochi metri di profondità la rete idrica va quasi sicuramente rifatta. “È quello che temevamo, un grande caos”, ammette il vicesindaco con delega all’Ambiente, Tore Sanna. I risultati delle verifiche su ben 23 chilometri di sottosuolo quartese sono emersi oggi, nella commissione consiliare di riferimento. I consiglieri hanno potuto farsi una primissima idea della situazione, ma la strada verso la normalità è lunga. È stato appurato che basta che Abbanoa chiuda due fogne in viale Marconi perchè, ad ogni temporale un po’ intenso, gran parte della zona attorno a via della Musica e via Turati finisca sott’acqua. Ma i problemi sono anche in altre zone della città. Il Comune potrà intervenire sulla rete delle acque bianche, Abbanoa dovrà occuparsi della rete fognaria e la raccolta delle acque piovane sarà materia della Città metropolitana di Cagliari, visto che quando piove Quartu raccoglie l’acqua anche di Selargius e Quartucciu.

Situazione di emergenza confermata, quindi, e allora bisogna correre: “Stiamo acquistando sette pompe per affrontare la stagione delle piogge, speriamo nella rapidità della consegna perchè non è facile, in questo periodo, reperire materiali anche se si hanno i soldi”. E i denari l’amministrazione comunale li ha già stanziati. Non solo: sarà prezioso anche il supporto della Protezione Civile e delle associazioni. “Ai primi di dicembre avremo il report finale su tutto il sottosuolo quartese, dovremo poi confrontarci con gli altri enti per decidere cosa fare, come farlo e con quali soldi. Sinora, su 23 chilometri sono stati trovati problemi ovunque perchè, anche se per un chilometro le tubature sono a posto, poi non si collegano da nessuna parte e capita anche che sfocino nel nulla, creando allagamenti. Ci sono diverse anomalie che andranno definitivamente mappate”, prosegue Sanna. “Non potremo intervenire con rattoppi, servirà una progettazione generale. Nuove condotte, oppure connettere tutte le reti dell’acqua per renderle funzionanti e funzionali”. Una scelta, quest’ultima, che “allo stato attuale non è possibile. Forse converrà intervenire sull’esistente, forse serviranno reti nuove”. I quartesi attendono la svolta, i tempi si prospettano comunque lunghi e i mesi più piovosi sono dietro l’angolo: “Intanto ci attrezzeremo con le sette pompe per affrontare le eventuali emergenze”.

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