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Case popolari chiuse per burocrazia

ORISTANO. Gli oristanesi che aspettano un alloggio popolare sono centinaia. Per molti di loro, l’attesa potrebbe terminare facilmente, se non bisognasse fare i conti con i tempi assurdi della burocrazia degli enti locali. I 42 alloggi popolari di viale Indipendenza, infatti, sono ancora chiusi, benché i lavori per la loro realizzazione siano stati completati da tempo. L’imbarazzante ragione è che, ancora, non è stata realizzata la cabina elettrica che dovrebbe servire la palazzina: prima ci si è messo il Comune che ha impiegato quasi due anni per accogliere la domanda dell’Enel per la cessione dell’area destinata a ospitare la struttura, nei giardini pubblici di via Costa. Ora tocca alla Provincia, che solo nei giorni scorsi ha indetto la conferenza dei servizi necessaria a dare il via libera alla realizzazione della cabina di trasformazione.

Ancora una volta, il problema sta nei tempi di attivazione del procedimento. L’Enel, infatti, ha presentato l’istanza per la conferenza dei servizi il 24 maggio del 2020, ma l’indizione della procedura è stata più macchinosa della mobilitazione delle truppe italiane per l’attraversamento del Piave, nella stessa data del 1915. Ci è voluto più di un anno, perché dagli uffici di via Carboni venisse indetta la conferenza e non si tratterà di una procedura semplice.

Sono chiamati a esprimersi, infatti, tre enti. Il Comune dovrà dare il via libera alla manomissione e all’occupazione permanente del suolo pubblico, oltre che rilasciare la concessione edilizia e asserire la conformità della struttura alle normative urbanistiche; l’Agenzia regionale per l’Ambiente dovrà dichiarare che il progetto risponde alle norme per la protezione della popolazione dall’esposizione ai campi magnetici ed elettrici alla frequenza generata dagli elettrodotti e la Soprintendenza dovrà rilasciare un nullaosta.

Questi enti hanno tempo sino al 20 settembre prossimo per esprimere il loro parere e, se preferiranno il silenzio, bisognerà attendere la decorrenza dei termini prima di concludere la conferenza dei servizi. Insomma, sul completamento degli alloggi popolari di viale Indipendenza continuano ad accumularsi ritardi su ritardi.

Tutto sembrava essersi risolto ai primi di marzo, quando finalmente il Comune aveva dato il via libera alla cessione all’Enel del lotto su cui sorgerà. La domanda dell’azienda non era certo una novità visto che era stata presentata nell’agosto 2019; il sopralluogo comunale si era svolto a gennaio 2020 e la votazione definitiva dell’aula era arrivata solo il 2 marzo di quest’anno.

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