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Casa Satta, restano tutti i dubbi

NUORO. Rimane da sciogliere il nodo se la casa natale di Sebastiano Satta debba accogliere un infopoint, oppure essere un centro di cultura giuridica. Ieri sera l’edificio, al limite di piazza Satta, è stato visitato dalla commissione consiliare Cultura e dall’assessore Luigi Crisponi. Sopralluogo del quale sono stati testimoni, seduti tra i graniti di Nivola, alcuni cittadini e il gruppo politico Fratelli d’Italia, che ha disteso uno striscione per dire “no” al punto di informazione. Finita la visita i riflessi a caldo degli amministratori. Marcello Calia, presidente della commissione: «L’obiettivo era di verificare i locali e capire quale potrà essere la migliore destinazione per la casa». Non dissimili le considerazioni dell’assessore della Cultura, Crisponi: «Il sopralluogo è stato proficuo ed è servito a rafforzare l’idea che la casa-Satta va aperta in tempi brevi, con il migliore utilizzo». Quale sia quest’ultimo è ancora materia di contesa. L’amministrazione del sindaco Andrea Soddu è per la soluzione duplice, con uno spazio per l’ufficio informativo e l’altra parte per ricostruire il mondo del poeta e avvocato dell’Atene sarda, a iniziare con l’allestimento della sala studio, con mobili e biblioteca originari. Le voci degli intellettuali, e con esse anche di un gruppo di ex amministratori, insistono che non possa essere altro se non un centro di studi giuridici. Questo anche per la considerazione che, oltre al fondo sull’attività forense di Satta, ci sono identici documenti degli avvocati Mastino, Oggiano, Mannironi, altri valenti giuristi del secolo scorso. Nelle considerazioni post-sopralluogo c’è comunque la volontà di coinvolgere la cittadinanza nelle scelte. Calia: «Ora ne parleremo in commissione e poi in Consiglio. In questo percorso – dice ancora – sentiremo gli intellettuali, che hanno a cuore la questione». Concetti che ribadisce l’assessore: «L’apertura della casa già dai prossimi mesi – dice – servirà per vederci e confrontarci. Sentiti i pareri e le idee poi però la decisione spetta alla giunta». Scelta in cui non sarà tuttavia irrilevante quanto l’amministrazione civica ha pianificato negli ultimi mesi, e l’obiettivo dell’ufficio informativo: «Parliamo di uno strumento – rimarca Crisponi – d’informazione e comunicazione sulla città. Perché è importante l’attenzione a ciò che Nuoro è stata nel passato, ma dobbiamo anche farla vivere nel tempo presente e adeguare le scelte alle mutate esigenze». Chi ha stazionato in piazza non ha invece mutato la posizione, rispetto al dibattito dell’ultimo periodo. Katiuscia Musu, coordinatrice di Fratelli d’Italia: «La casa di Satta rappresenta una culla della cultura, non può accogliere un infopoint». Tonino Frogheri, vice sindaco socialista negli anni ’80: «Va rispettata l’idea del centro culturale che è stata propria di diverse amministrazioni civiche. Dal municipio è uscita anche la voce che la casa non sarebbe più adatta per quello scopo, visti gli stravolgimenti edilizi. Ma il fatto che sia adatta o meno – incalza Frogheri – lo dovrebbero dire i dirigenti della biblioteca “Satta”, che hanno avuto il mandato di gestire il patrimonio di libri e fondi giuridici. Oggi però non erano tra gli invitati al sopralluogo».

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