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Cartuccia e testa di volpe Ente Parco nel mirino

ALGHERO . Un sacchetto, con all’interno una testa di volpe mozzata con una cartuccia in bocca, una catena con lucchetto e una rivista, è stato trovato venerdìdagli agenti del Corpo Forestale appeso a un guardrail, sotto un cartello di informazioni turistiche, in una piccola piazzola sulla strada provinciale 55 che dalle Prigionette porta a Tramariglio, all’altezza di Punta del Frara (ultima curva a gomito prima della Porto Conte Ricerche).

Un chiaro segnale intimidatorio e minaccia che, secondo indiscrezioni, pare sia rivolto ai vertici dell’Ente Parco di Porto Conte – Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana e ad un privato. Che il macabro ritrovamento sia un segnale intimidatorio nei confronti dell’Ente Parco e di un privato sono dati dall’interpretazione di alcuni messaggi riportati all’interno della busta. Busta, con il contenuto, stata posta sotto sequestro dagli agenti forestali e il fascicolo è stato trasmesso in Procura. Un atto gravissimo, tanto che si sono recati sul posto ieri la prefetta Maria Luisa D’Alessandro, il questore Claudio Sanfilippo e il sindaco Mario Conoci. Sulla vicenda indaga il Corpo Forestale coordinato dal comandante della stazione di Alghero, Giuseppe Meloni, e il comandante della base navale, Bernardo Brau. Oltre a cercare eventuali testimoni, si sta cercando di capire se esistono immagini di telecamere di sicurezza posizionate lungo la strada, in qualche struttura, che abbia potuto riprendere qualcosa che possa far risalire all’autore del gesto. I capi di imputazione sarebbero: minaccia, intimidazione e violazione dell’attività venatoria in relazione all’uccisione della volpe. E’ la prima volta che accade un fatto del genere all’interno dell’area parco algherese. Chiaramente bocche cucite sia dall’Ente Parco che dalla Forestale. Raimondo Tilloca, presidente dell’Ente Parco ha detto solamente che «ci sono indagini in corso da parte dell’autorità giudiziaria. Non so nulla su questo gesto che non è nella cultura del posto. Mai avuto pressioni o minacce». Anche sul fronte Forestale, il direttore dell’Ispettorato ripartimentale di Sassari, Giancarlo Muntoni, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco Mario Conoci: «un fatto molto grave e preoccupante che sto seguendo dal primo momento in contatto con l’autorità incaricata delle indagini. Attorno a temi ben precisi si è creato un clima assurdo di tensione nel quale, evidentemente, si inseriscono, non solo speculazioni politiche, ma anche soggetti che operano al di fuori della legalità. La nostra comunità ha gli anticorpi per reagire e isolare questi fenomeni che gli sono del tutto estranei. Ma spero anche che si ristabilisca immediatamente un clima nel quale il dibattito assuma toni rispettosi delle istituzioni e abbandoni pericolose personalizzazioni. Non escludo – ha concluso – che il nostro Consiglio Comunale possa affrontare il tema che, ripeto, preoccupa per le modalità e le possibili degenerazioni».

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