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Capsaicina: tutte le proprietà del peperoncino, dal colesterolo al metabolismo

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Con la dottoressa Francesca Beretta, biologa nutrizionista, vediamo le tante proprietà benefiche di questa sostanza presente nel peperoncino

Maria Elena Perrero

Stimola il rilascio di adrenalina ed endorfine, neurotrasmettitori noti anche come ormoni del benessere, ha proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche ed è un alleato di chi è a dieta, dando sapore e stimolando, seppure in quantità minima, il metabolismo: parliamo della capsaicina, detta anche capsicina, sostanza organica presente nei peperoni e, soprattutto, nel peperoncino. “La capsaicina è propriamente un alcaloide, ovvero una sostanza tossica prodotta dalle piante a scopo di difesa. E’ una sostanza particolarmente stabile, resistente anche al calore e al congelamento”, spiega a Gazzetta Active la dottoressa Francesca Beretta, biologa nutrizionista.

Capsaicina: dove si trova —

Questa sostanza in realtà non si trova solo nel peperoncino: “E’ presente nelle piante del genere Capsicum (peperoni, peperoncini piccanti quali habanero, tabasco, peperoncino di Cayenna, rocoto ecc.), anche se solitamente viene associata al peperoncino che, come la patata, appartiene alla famiglia delle solanacee e venne introdotto in Europa, proprio come la patata, da Cristoforo Colombo”, ricorda la dottoressa Beretta.

Capsaicina e peperoncino: le proprietà —

Le proprietà benefiche della capsaicina o capsicina sono davvero molte: “La capsaicina dona un sapore tipicamente piccante e riesce a richiamare sangue nelle zone che vengono a contatto con la sostanza. Ne bastano piccolissime quantità per scatenare reazioni di bruciore. Determina il rilascio di adrenalina con conseguente rilascio di endorfine. Ha inoltre proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie. E’ un’ottima alleata nelle diete dimagranti poiché, senza apportare calorie, dona un gusto inimitabile. Inoltre, seppure in piccola parte, accelera il metabolismo grazie all’attivazione di proteine responsabili della dissipazione di calore, cioè fa consumare più energie durante la digestione. Un moderato utilizzo di capsaicina è raccomandato poiché facilita la digestione stimolando la secrezione di acido cloridrico. Inoltre questa sostanza ha proprietà antisettiche, e aiuta a prevenire la proliferazione dei batteri: mangiare piccante, dunque, può aiutare a disinfettare le alte vie aeree e a proteggere l’apparato gastrointestinale dalle malattie e specialmente dalle putrefazioni intestinali”.

Peperoncino antinfiammatorio —

Sebbene nessun alimento sia uno scudo contro i tumori, alcuni studi attribuiscono alla capsaicina anche proprietà in questo senso: “In base ad alcuni studi in vitro questa sostanza sembrerebbe avere un effetto antitumorale poiché faciliterebbe la morte programmata delle cellule tumorali (apoptosi), inibendo un fattore responsabile del nutrimento del tumore (VEGF, il fattore di crescita dell’endotelio vascolare)”, sottolinea Beretta. Quel che è certo è che questa sostanza ha proprietà antinfiammatorie: “Ha un’azione inibitrice nei confronti dell’espressione delle citochine infiammatorie. Sembrerebbe utile in patologie come l’artrite reumatoide, patologie articolari, traumi, psoriasi ed aterosclerosi. Inoltre ha proprietà antidolorifiche perché si lega ai recettori termici e dolorifici rendendoli insensibili”.

Capsaicina, peperoncino e colesterolo —

Questa sostanza presente nel peperoncino è utile anche a chi soffre di ipercolesterolemia: “A questo proposito nel 2017 sul British Journal of Nutrition è stato pubblicato un interessante studio che notava che i soggetti che assumevano più di cinque volte alla settimana alimenti piccanti avevano analisi del sangue con migliori profili lipidici tra cui livelli inferiori di colesterolo cattivo LDL. Tra i meccanismi coinvolti nel miglioramento di questo valore vi è la stimolazione di produzione di acidi biliari che eliminano il colesterolo nel sangue, stimolazione indotta proprio dalla capsaicina”, sottolinea la dottoressa Beretta.

Capsaicina e raffreddore —

Il peperoncino può aiutare anche nel caso di congestione nasale o influenza: “La capsaicina è un vasocostrittore, in grado di ridurre il flusso sanguigno e, di conseguenza, le congestioni dei tessuti, compreso il tessuto dell’apparato respiratorio. Inoltre sembrerebbe desensibilizzare i neuroni sensoriali associati ai nervi trigeminali (nervi del viso), facendo diminuire la produzione di “sostanza p”, la sostanza chimica prodotta dall’organismo che causa gonfiore e dolore alla testa e alla cavità del seno nasale”, ci spiega la nutrizionista.

Controindicazioni della capsaicina e del peperoncino —

Anche la capsaicina, però, come tutte le cose, non ha solo lati positivi. “Sicuramente dovrebbero evitare cibi contenenti questa sostanza tutti coloro che soffrono di emorroidi, ulcere, e in generale, il suo consumo andrebbe moderato per evitare irritazioni della mucosa. Dovrebbero prestare molta attenzione anche le donne in gravidanza o durante l’allattamento, poiché la capsaicina potrebbe alterare il gusto del latte materno rendendolo meno gradevole al bambino”, spiega la nutrizionista. Attenzione anche se si soffre di mal di stomaco, reflusso gastroesofageo o ernia iatale: “Quando il pH dello stomaco è già eccessivamente acido, consumare una sostanza localmente infiammante potrebbe favorire l’aumento del bruciore”.

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