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‘Camminantes’: ai Giardini Pubblici di Cagliari il docu-film di un viaggio tra Isole

E’ un viaggio tra due isole, la Sardegna e la Corsica quello che vuole raccontare allo spettatore il docu-film ‘Camminantes – La via dei Santuari’. Ma è soprattutto un viaggio, zaino in spalla, tra natura e spiritualità: alla scoperta -al contempo- del territorio, del paesaggio, della propria interiorità e di quella altrui. Un cammino che passo dopo passo disvela le ricchezze nascoste dentro la nostra anima e negli immensi silenzi dei nostri paesaggi. E ancora, impone di soffermarci a meditare tra quelle che sono le pieghe delle tradizioni ancestrali che ancora oggi prendono vita nei novenari.

Il docu-film Camminantes – La Via dei Santuari. Sarà presentato il 15,16 e 17 luglio alle ore 21,15 nei Giardini Pubblici nello spazio antistante la Galleria Comunale d’Arte. L’opera che nasce da un’idea di Paolo Loi per la regia di Francesco Casu, le musiche originali del maestro Romeo Scaccia, testi e sceneggiatura dello stesso ideatore, del regista e di Daniela Deidda. Il montaggio e la fotografia sono affidate alla cura di Roberto Putzu mentre la voce narrante è dell’attore Valentino Mannias. Prodotto con il supporto della Fondazione di Sardegna, la presentazione è sostenuta dalla Fondazione Sardegna Film Commission e gode del patrocinio del Comune di Cagliari, ed è inserita nel calendario degli eventi estivi dei Musei Civici.

I novenari. “Il tema di questa via sono i novenari. I novenari – ha spiegato Francesco Casu – sono piccoli villaggi temporanei situati in luoghi particolarmente suggestivi in mezzo alla natura, da sempre meta e luogo di accoglienza per i pellegrini. In questi luoghi speciali, la tradizione pagana e quella cristiana, hanno creato un tessuto di usanze e riti unico e potente dove ancora si sente la forza di un respiro cosmico. In questa via, che abbiamo voluto chiamare La Via dei Santuari, non abbiamo una meta unica e forte come accade a Santiago, ma molte e diverse mete. Ogni novenario è custode di una segreta benedizione, che si rivela a coloro che vi giungono da pellegrini”.

“La Via dei Santuari è una via di pellegrinaggio che unisce i principali novenari della nostra isola – ha raccontato Paolo Loi -. E’ una via di vie e ha un carattere spiccatamente identitario. Nel cammino abbiamo riaperto l’antica via di pellegrinaggio di cui ormai si era persa la memoria che partiva da Sos Martires di Fonni sino a San Paolo di Monti. Nel 2017 abbiamo percorso la Via in un unica soluzione partendo da San Giovanni di Sinis fino a San Paolo di Monti, e nel 2018 abbiamo proseguito raggiungendo Santa Teresa di Gallura e poi oltre, in Corsica, fino all’Ermitage de la Trinitè di Bonifacio. Molte persone sanno cosa siano i novenari, e li conoscono, anche perché le scuole di meditazione hanno organizzato diversi ritiri, per esempio all’Annunziata di Bitti, che è uno dei novenari più importanti toccati dalla Via. Inizialmente siamo partiti con l’avventura di tracciare questa Via, un po’ per sfida, poi la sfida è diventata ricerca e la ricerca è diventata ascolto. Ora l’ascolto è un racconto lungo quasi 500 chilometri, 18 novenari, 26 comuni e due isole”.

Il documentario, e i suoi numeri. E’ un racconto collettivo di viaggio, quello fatto appunto dai camminantes (circa un centinaio quelli coinvolti) che, zaino in spalla, partendo dal Sinis sono arrivati fino alla Corsica, passando di novenario in novenario per un totale di oltre 400 chilometri, 18 novenari, 26 comuni. Cabras, Seneghe, Bonarcado, Paulilatino, Ghilarza, Neoneli, Busachi, Fonni, Gavoi, Mamoiada, Sarule, Orani, Nuoro, Lula, Onanì, Bitti, Padru, Monti, Calangianus, Luogosanto, Santa Teresa Di Gallura, Bonifacio, solo per nominare i principali. Il viaggio, per tappe, è stato realizzato integralmente in 21 giorni, nei quali i camminantes hanno attraversato paesaggi suggestivi e inediti. Per alcuni di loro si è trattato di un vero e proprio pellegrinaggio tra incontri e silenzi, per altri di un’esperienza di ricerca tra emozioni e rivelazioni.

Il filmato. Segue in maniera immersiva l’avventura dei pellegrini attraverso cammineras, sentieri e strade di penetrazione agraria con l’occhio in soggettiva e un racconto dove protagonista è lo stesso pellegrino, il quale scopre una Sardegna nascosta con lo stupore degli incontri che aprono scenari di vita e di condivisioni. “Lo stesso racconto – ha concluso Paolo Loi – è uno strumento di connessione potente con le realtà celesti. Per questo motivo se decidete di intervenire alla presentazione del documentario, suggerisco di mantenere il cuore aperto per ricevere tutte le Benedizioni della Via”.

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