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Arzachena, rifiuti e traffico nel caos: «Accoglienza è ben altro»

ARZACHENA. «Un territorio che vive di turismo non può presentarsi in piena stagione in questo modo. L’accoglienza è fondamentale e Arzachena non sta certo dando una bella immagine». Il consigliere di minoranza, Alessandro Malu, ci va giù pesante. Due i problemi che solleva, entrambi sotto gli occhi di tutti. Uno riguarda l’invasione dei rifiuti nei borghi in cui sono state eliminate le isole ecologiche per passare al porta a porta puro. L’altro i disagi al traffico creati dalla chiusura della provinciale 125.

«Sulla gestione dei rifiuti l’ incapacità di trovare soluzioni tecniche al problema è sotto gli occhi di tutti – dice Malu –. La maggioranza attuale ha stravolto un progetto misto nel quale, alla raccolta con cassonetti stradali si affiancava la raccolta porta a porta. Ha invece deciso di eliminare parzialmente le isole stradali e estendere il porta a porta in maniera casuale e insensata, oltretutto in piena stagione turistica. In questo modo, ad esempio, il vacanziere che alloggia nel nostro comune per una settimana, non potendo conoscere il calendario dei passaggi e gli orari di ritiro dei rifiuti, è costretto a metterli nelle pochissime isole ecologiche rimaste, oppure se ne disfa lasciandoli nelle cunette e nelle piazzole dove prima c’erano i cassonetti».

Il consigliere di “Nuova Arzachena” accusa la maggioranza di disinteresse, anche in virtù «della mancata realizzazione di un centro di travaso per il quale ci sono, peraltro, i finanziamenti riconosciuti dalla Regione Sardegna. Questa situazione, sommata al disastro che ogni giorno vediamo nelle nostre strade, descrivono il totale disinteresse di quest’amministrazione».

Malu punta il dito anche sui i problemi legati alla viabilità. «Anche in questo caso parliamo di mancanza di programmazione – sottolinea il consigliere di opposizione –. A cominciare dal traffico sulle strade principali, dove la chiusura della 125 nel tratto del Mulino e il conseguente intasamento della circonvallazione, in particolare all’altezza dell’intersezione con la via Pitagora, in cui è nata una improbabile mini rotatoria, stanno generando forti disagi e vibrate proteste da parte dei cittadini, creando danni ingenti economici alle attività interne al paese, che si vedono dimezzati drasticamente gli incassi. Si potevano pianificare questi interventi in un periodo diverso? Assolutamente si. In entrambi i casi è bene ricordare che un territorio che vive di turismo deve curare ogni aspetto dell’accoglienza nei periodi di spalla e prepararsi tempestivamente alla stagione successiva senza farsi trovare impreparato».

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