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Arredi di 30 anni, locali fatiscenti e poco personale

SASSARI. L’isolamento, i domiciliari forzati del Covid, i rapporti umani più rarefatti, sono tutti fattori che destabilizzano qualsiasi persona. Sui soggetti più fragili, quelli che già soffrono di problemi psichiatrici, e soprattutto sui pazienti minori, quest’anno ha avuto delle ricadute pesantissime. Aumento dei tentativi di suicidio, l’anoressia, la depressione grave.

Il reparto di neuropsichiatria infantile di Sassari (Cliniche di San Pietro, seconda stecca Bianca, Scala E, 2° Piano), è l’unico riferimento per il centro/nord Sardegna. L’altra struttura è presente dall’altra parte dell’isola, al Microcitemico di Cagliari. Nell’ultimo anno i ricoveri sono aumentati anche del 40 per cento, ma il reparto è totalmente inadeguato alle sue funzioni. Mancano psicologici, non ci sono abbastanza infermieri, occorrerebbero nuovi macchinari, ma soprattutto bisognorebbe aggiornare il calendario, perché il tempo, in neuropsichiatria infantile sembra essersi fermato a vent’anni fa. Ieri mattina la consigliera regionale Cinque Stelle Desirè Manca ha fatto un sopralluogo all’interno del reparto e ha girato un video che documenta lo stato di degrado dei locali e degli arredi. Armadietti fatiscenti, letti non a norma, medicine custodite all’interno di vetrinette (materiale non infrangibile e pericoloso), finestre senza tende. Pochissimi comfort e soprattutto scarse misure di sicurezza per un ambiente che dovrebbe proteggere in tutti i modi i propri pazienti.

I posti letto presenti nel reparto sono 9 ordinari + 1 in regime di day hospital, per la gestione di tutte le patologie neurologiche e psichiatriche della fascia dai 0 ai18 anni. Le patologie neurologiche più ricorrenti sono gli handicap da sindrome, quelli generati da un trauma con conseguenze fisiche o psicofisica; e ancora epilessie, cefalee, neoplasie cerebrali, sclerosi multipla e via dicendo. Invece le patologie psichiatriche più comune sono le forme di autismo, psicosi, disturbo bipolare, depressione, autolesionismo, suicidio, dipendenze, disturbo di condotta. Con il Covid, come già accennato, anche a Sassari si conferma il trend nazionale con incremento di patologia psichiatrica anche ad esordio precoce, e anche le patologie neurologiche sembrano avere manifestazioni di esordio più gravi. A fronte di questa emergenza, le forze in campo in neuropsichiatria infantile non paiono adeguate: al momento non sono presenti in organico gli psicologi. La parte diagnostica, farmacoterapica, i colloqui supportivi, i dialoghi con i familiari sono gestiti da medici con altre specializzazioni. Inoltre tra i 9 medici risultano delle assenze per problemi di salute. E anche questo contribuisce a rendere la dotazione organica insufficiente per i bisogni di salute della popolazione. Infatti non c’è solo da gestire il reparto, ma ci sono anche le attività degli ambulatori: cinque in totale, dedicati a patologia psichiatrica, neurologica, disturbi dell’attenzione, autismo. Anche il comparto infermieristico dovrebbe essere potenziato. Sono presenti due tecnici di neuro fisiopatologia dedicati alle registrazioni degli elettroencefalogrammi di un utenza di migliaia di minori. Le carenze però non sono finite: non si possono erogare elettromiografie, potenziali evocati per mancanza di macchinario. Gli specialisti hanno più volte sollecitato l’azienda a procedere all’acquisto, perché i bambini che devono sottoporsi a questo genere di accertamenti vengono spediti nei reparti dedicati agli adulti.

Infine le criticità di un ambiente totalmente vetusto e inadeguato ad ospitare questo genere di pazienti. La Neuropsichiatria ha affrontato più traslochi: da San Camillo all’ex Palazzo rosso; da lì al Policlinico; dal Policlinico all’approdo finale alla Stecca Bianca di viale San Pietro.

«La situazione degli arredi è sconcertante – dice Desirè Manca – molti sono gli stessi del 1972. Altri furono presi dal deposito reflui all’arrivo alla Stecca bianca. L’unica culla nuova e i due letti più decenti sono stati ereditati da altri reparti».

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