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Approda a Genoni il festival del cinema sardo “Abbàida”

GENONI. Approda a Genoni, nel cuore del Sarcidano, “Abbàida”, il primo festival del cinema sardo, che ha preso il via a Sassari nel settembre dello scorso anno. Il programma prevede, sino al 27 giugno, un ciclo di 6 serate di proiezioni e una residenza che coinvolgerà 11 artisti e tecnici che operano nel mondo dell’immagine. Il festival si concluderà nel mese di luglio a Orani e a Buddusò, dove si terranno le ultime tappe.

Abbàida, organizzato dal “Cineclub nuovo Aguaplano” in collaborazione con la società cooperativa “Le ragazze terribili” e il “Cityplex moderno”, il “Centro studi cinematografici”, il “Museo Nivola” e il “Decamaster”, ed è realizzato grazie al contributo dell’assessorato alla cultura della regione Sardegna e dei comuni di Genoni, Sassari e Buddusò, è un festival che si propone, tra l’altro, di rappresentare lo stato dell’arte del nuovo cinema sardo – fatto da sardi o che abbia la Sardegna come luogo del racconto.

Le prime tre serate di proiezioni, in programma alle 21,30 nello spazio dell’ex convento dei frati minori osservanti di Genoni, prenderanno il via il 18 giugno con “Male fadau” di Matteo Incollu e “L’agnello” di Mario Piredda. Si prosegue il 19 giugno con un concerto del “Luigi Frassetto quartet” dal titolo “Omaggio ad Ennio Morricone”, al termine del quale verrà proiettata la pellicola “Nilde Jotti, il tempo delle donne” di Peter Marcias. Domenica 20 sarà la volta di “Assandira” di Salvatore Mereu.

Gli appuntamenti cinematografici riprendono il 24 giugno, nel cortile di Casa Zaru alle 21,30, con la proiezione di “In questo mondo” di Anna Kauber, proseguono il 25 giugno con “Inferru” di Daniele Atzeni e si concludono il 26 giugno con “Sulla stessa barca” di Stefania Muresu. “. Le proiezioni, che vedranno la partecipazione degli autori dei film, saranno ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Giovedì 17 giugno verrà inaugurata la residenza d’artista “Recita estiva”..

“Gli abitanti di Genoni, il piccolo paese ubicato alle basi dell’altopiano della Giara, sottolinea Sergio Scavio, direttore artistico del festival- saranno invitati a partecipare in maniera attiva alla residenza, intervenendo agli incontri giornalieri che gli undici ospiti hanno in programma e portando il loro punto di vista e le loro storie”. (Gian Carlo Bulla)

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