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Alessandro Di Battista: “L’esercito ucraino continua a sfondare e la Russia è pronta alla resa?”

(Alessandro Di Battista) – Nelle ultime settimane svariati marines da divano hanno sostenuto la necessità di aumentare gli invii di armi a Kiev (a proposito si può sapere quante centinaia di milioni di euro in armamenti il governo Draghi prima e ora il governo Meloni hanno inviato e stanno inviando? Temo si tratti di una cifra ben superiore ai 700 milioni di euro racimolati sulla pelle dei percettori del RDC) in quanto, a detta loro, l’esercito ucraino continua a sfondare e la Russia è pronta alla resa. Magari avranno ragione. Io comunque a prescindere da chi stia vincendo penso che il negoziato (partendo dal riconoscimento della Crimea russa) sia la sola soluzione per evitare il prolungamento del massacro. Ad ogni modo ho appena visto questa immagine satellitare (fonte canale telegram di Fulvio Scaglione, ex-vice direttore di Famiglia Cristiana).

Quell’immensa porzione di mondo che sembra un prolungamento a nord del Mar Nero è l’Ucraina! Un Paese completamente al buio. E’ un’atrocità colpire le infrastrutture energetiche e lasciare milioni di persone al freddo ed al buio. Siamo d’accordo. Ma è la guerra. C’è mai stata una guerra che non sia stata caratterizzata da atrocità? Temo che la narrazione della Russia in ginocchio e pronta alla resa, di Putin sull’orlo delle dimissioni, delle sanzioni che stanno facendo collassare il paese più grande al mondo (autosufficiente dal punto di vista alimentare, energetico, idrico e di produzione di fertilizzanti) sia soltanto un modo per convincerci della necessità di accettare sacrifici in nome della difesa della libertà. Una difesa della libertà che nulla ha a che fare con questa guerra. Questa è una guerra Russia-Nato in Ucraina che ha a che fare esclusivamente con questioni economiche, energetiche e geopolitiche.

Il problema – e lo dico da mesi – è che l’Europa che dovrebbe fare gli interessi europei obbedisce esclusivamente alla Nato che è un’alleanza militare pensata per realizzare gli obiettivi strategici americani. E dico di più. Anche i flussi migratori sono ahimè diventati un’arma geopolitica (basti guardare quel che fa o non fa Erdogan, lo stesso Erdogan che ha ricevuto oltre 6 miliardi di euro dall’UE per gestire la rotta balcanica). Ebbene la tragedia ucraina continua anche su questo aspetto. In quanti, nei prossimi tre mesi, oltre a fuggire dalla bombe inizieranno a fuggire dal freddo e dal buio? Fino a dove i leader europei (leader?) vogliono spingersi per cercare un’ipotetica (quanto pericolosissima) sconfitta militare della Russia? D’altro canto nei palazzi della Commissione europea o nelle cancellerie c’è luce e riscaldamento…

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